
Nothing's Shocking? Siamo sicuri? Forse il contrario! Anche la copertina è alquanto insolita, due siamesi nude con la testa in fiamme, per non parlare del suono: un Metal deciso e distorto mischiato con i "suoni metropolitani di Seattle" che in quel periodo stavano esordendo, aggiungendo quella voce assolutamente inconfondibile che è di Perry Farrel, giovane talento dal passato turbato. Alcune tracce di questo disco erano già state annunciate in quello precedente, il live d'esordio omonimo.
L'inizio è chiaro e esplicito: in
Up The Beach, brano lento, un po' psichedelico, che porta linee di basso continue e ossessive, distorsioni e effetti della chitarra, l'ugola di Farrel usata come strumento musicale. Ecco il biglietto da visita dei Jane's Addiction. E siamo solo agli inizi...
Ocean Size si apre con un arpeggio, poi... HEY, BOY! Giù con i riff di basso e chitarra, batteria fracassante, urli dall'altra parte del mare. Da notare il virtuosismo negli assoli di Dave Navarro.
E ora passiamo a un bel rockaccio duro: Ra-tamtamtamtamtamtamtam OOAAAAAH BOBOBOBO! Ecco l'eccellente
Had A Dad, una carica esplosiva che riaccende lo spirito.
Ted... Just Admit It è un pezzo che riprende le dichiarazioni del serial killer Ted Bundy, con tanto di registrazioni. Qui un basso lineare e pulito fa da sottofondo ai mormorii e alle follie di Farrel che va a ripetere in modo ossessivo "Sex is violent, sex is violent, sex is violent". Una delle tracce più sorprendenti del disco, schizzata ma tranquilla, rilassante e tesa. Dopo 7:30 di pazzia, si prende un respiro con
Standing In The Shower... Thinking, trascinante, funky, piacevole.
Eccoci a una traccia davvero "Shocking"...
Summertime Rolls... ma cos'è? Questi suoni... rilassanti... delicati... malinconici... che ci fa tutto ciò in un album del genere? Un matrimonio tra la psichedelia dei '70 e il frastuono degli '80. Ciliegina dell'album. Questo disco doveva DAVVERO chiamarsi in un altro modo!
Passiamo all'ossessivo riff di
Mountains Song, una ripresa di ritmo che esplode improvvisamente in
Idiots Rule, fantastici basso e sassofono funky e gli "OOOOH-O-O-OOOOH" di Farrel. La bomba è esplosa, torna la calma con la ballata acustia "Jane Says", piacevole e serena, con anche un po' di ritmi caraibici in sottofondo. Piccolo break con
Thank You Boys, giusto un piccolo ringraziamento... clap clap clap clap... poi via con un'altra bomba: Pigs in Zen, un vero e proprio riff violento che termina con un assolo da brivido e con piccole scheggie di follia di Perry.
Così gli '80 vanno a chiudersi per dare spazio ai '90, dove Seattle comincierà a fare da padrona. Quest'album anticipa di gran lunga i suoni dei successivi Alice In Chains, Nirvana, Pearl Jam e simili, un disco veramente completo: da pezzi infinitamente rilassanti a chitarre violente. Pietra miliare.
Mi dispiace, non ho trovato versioni studio delle tracce su YouTube. "Accontentiamoci" dei live.