Mi andava di recensire un album a caso... e notando che nessuno ha recensito ancora quest'album, ho pensato di riempire questa (grave?) lacuna.

Credo sia il disco più famoso di tutto il metal in generale... otto tracce, ognuna di esse un classico intramontabile, quasi 50 minuti di ascolto... "l'inizio di una nuova era"? Ok, forse sto esagerando un pochino. Ma... come negare l'importanza storica di quest'album che ha ispirato così tanti artisti futuri con i suoi numerosi suoni? Oserei dargli l'attributo di "album sacrosanto", ma esagero ancora.
Anche perchè non so se a Tony Iommi piacerebbe dare del "santo" a uno dei suoi lavori

L'album si apre... con l'apertura più famosa in assoluto: accordi mastodontici accompagnati dalla celebre sirena. Poi STOP: Ozzy Osbourne ci spiega cosa sta succedendo nel campo di battaglia... e giù con intermezzi di chitarra e batteria e, verso la fine, la leggendaria melodia accompagna verso l'ultimo assolo e va a finire con un "pitch shifting" (ovvero quando si alza/abbassa la tonalità di un suono tramite strumenti elettronici).
War Pigs avrà chissà quante cover... si può dire che qualche volta può scappare una "lacrimuccia" a sentire un pezzo così possente? Esagero di nuovo... E BASTA CON QUESTI PUNTINI D:<
Paranoid: un titolo una garanzia. Un ossessivo riff accompagnate dalle seghe mentali di un paranoico. Questo pezzo trascina moltissimo, soprattutto nei live. Chiunque lo suoni.
Si cambia registro:
Planet Caravan è forse uno dei brani più curiosi e affascinanti del disco. La voce modificata di Ozzy, una chitarra acustica che ondeggia in mezzo al ritmo scandito dei tom. Misteriosa, ipnotica, aliena...
Quale giovane chitarrista non ha imparato come primo brano solista il famoso riff di
Iron Man, uno dei riff più famosi di tutta la musica rock? Il ritmo distruttivo è troppo trascinante, a un certo punto cambia ritmo e si abbandona all'assolo di Iommi.
I
AM
IRON MAAAAAAAAANNNNNN...
E adesso il momento della marcia funebre:
Electric Funeral, tetra, gotica, whawhizzata (sì, significa che la chitarra ha un effetto Wha-Wha. Bell'aggettivo, nè?). Tutt'a un tratto, ecco che il ritmo cambia di nuovo, un rock'n roll spietato, addirittura ballabile... ma che combinano a stò morto?
Il prossimo pezzo è alquanto inquietante:
Hand Of Doom, un sottile giro di basso e chitarra, poi il suono viene appesantito... ed ecco un altro cambio di ritmo, un riff più trascinante, un po' "blueseggiante", via con l'assolo e... ritorniamo al sottile giro di basso e chitarra. Notare che questi cambi di ritmo saranno proprio uno dei caratteri madre di tutto il Metal.
La breve
Rat Salad è un pezzo strumentale in cui Bill Ward sfoggia le sue abilità di batterista in rulli e assoli.
L'album si chiude con
Fairies Wear Boots, uno psichedelico riff d'apertura e un trascinante rock.
Album immortale anche dopo i 40 anni passati dalla sua pubblicazione. 40 anni... ne è passato di tempo! E in 40 anni il Metal ha fatto passi da gigante. Questo leggendario disco è forse il primo passo concreto di questo gigante che ancora oggi è vivo e vegeto e continua il suo progresso. Chi ancora non ha ascoltato Metal ma è curioso e vuole conoscerne le radici DEVE avere questo disco come primo punto di riferimento.