Gurzociurlois proud to present...
PAWN HEARTS
dei Van der Graaf Generator
1971

LA BAND:
Peter Hammill - voce, chitarra, tastiere
Hugh Banton - tastiere, mellotron, basso, voce
Guy Evans - batteria
David Jackson - sax, flauto, voce
E, udite udite... Robert Fripp! Dei King Crimson - chitarra elettrica
Tracklist:
- Lemmings [11:39]
- Man-erg [10:25]
- A Plague of Lighthouse Keepers [23:13]
(se non vi importa il mio diario personale fate "scroll down" fino a quando vedete una scritta gialla, la mia recensione inizia da lì ;-P)
Ci sono gruppi progressivi che mettono un piede nel prog rock e lasciano l'altro nel melodico, come gli Yes (e CHE OPERE ne vengono fuori!) o i Jethro Tull, che aggiungono inoltre caratteristiche della musica folk come il flauto a traverso. I Van der Graaf Generator non sono proprio quel genere di gruppo: l'album a primo impatto non vi dirà niente, almeno credo...
Ho comprato Pawn Hearts martedì 17 giugno, se non ricordo male, a Milano. Ero andato in passeggiata con la mia classe, e se prendi una stradina a sinistra del Duomo arrivi a un negozio "mondadori". Ci sono delle scale che scendono e... ESTASI! Io non avevo mai visto tutti quei dischi in un posto solo! Sono restato in quel negozio in contemplazione per cinquantacinque minuti, poi sono dovuto andare (stavo per piangere). Non avevo qui molti soldi, se avessi saputo che voi a Milano avete negozi del genere mi sarei portato il salvadanaio... Avevano anche "In the Court of the Crimson King" e "In the Wake of Poseidon" dei King Crimson nella versione 30th anniversary, quelli li avrei comprati più che volentieri visto che da quando mi si è fulminato il computer non li ho più :-(. Vabbè non andiamo troppo off topic. Nel celeberrimo "negozietto in piazza" (quello di cui parlo ogni tanto), Pawn Hearts non era disponibile nemmeno sul catalogo delle comande (qui capite la serietà del negozio...), invece nel negozio Mondadori di Milano ho trovato una ristampa del 2005, con audio rimasterizzato digitalmente e canzoni bonus (tra cui la strumentale Theme One, che anche se originalmente non appartiene all'album la consiglio a tutti). È stata una scelta difficile, potevo comprare solo un disco di quelli del negozio, e alla fine ho scelto Pawn Hears, come potevate immaginare, e me lo sono portato a casa. Mio padre era venuto a scuola a prendermi in macchina (perchè il bus ci lasciava a scuola) e io ho messo il disco nel lettore dell'auto.
Madonna...
Che schifo!
Ahahah, non sto scherzando! Appena ho sentito Lemmings ho pensato "potevo prendermi uno dei king crimson, invece ho preso 'sta merda. Come ho potuto?". Arrivato a casa ho tentato il suicidio

avevo buttato dieci preziosi euro nel cesso. La sera, visto che di studiare non avevo proprio voglia, lo misi di nuovo nello stereo, e lo odiai profondamente (a parte i primi due minuti e cinquanta secondi di Man-Erg, che sono molto melodici). L'ho continuato ad ascoltare nei giorni seguenti, giusto perchè sono masochista, e ho iniziato ad apprezzarlo... sempre di più... ogni giorno trovavo qualcosa di nuovo... carino... non male... bello... meraviglioso... CHE CAPOLAVORO!
Si intercalano parti totalmente ILLOGICHE, SENZA SENSO, AL LIMITE DEL DEMENTE con parti fortemente melodiche! Questo è lo stile dei Van der Graaf Generator, su cui si basa tutto l'album!
Pawn Hearts non è di certo un disco per chi si vuole rilassare, è un disco MOVIMENTATO, pieno di dissonanze (addirittura c'è un video su youtube di A Plague of Lighthouse Keepers dove un componente della band prende a pugni l'organo per ottenere un suono ancora più illogico).
ok...
LA RECENSIONE INIZIA QUINe ho scritte di cazzate, eh? Ma andiamo con ordine:
Lemmings, prima traccia dell'album, inizia con una chitarra acustica, all'inizio così bassa da non poter essere udita ma poi ben chiara, grazie ad un crescendo. Poi nel canale destro si può sentire il sassofono di Jackson (considerato il "van gogh" del sassofono), poi un organo e dei suoni di vento alquanto inquietanti. La voce di Peter Hammill non tarda a farsi sentire, inizia subito con un insolito falsetto, che però finisce quasi subito. C'è un crescendo fino ai cinquanta secondi, nei quali si può già sentire un accordo irregolare, dopo i cinquanta secondi si inizia a sentire una melodia all'inizio un po' bizzarra ma che poi aquista senso. È proprio su questa melodica che Hammill canterà le prime strofe e poi continuerà. Già l'inizio di Pawn Hearts è quindi grandioso, ma non voglio rovinarvi le sorprese (perchè ce ne sono, se le volete trovare).
La seconda traccia, Man-erg, è forse la mia preferita. Per chi avesse letto le mie memorie avrà già intuito che i primi tre minuti (un po' meno a dire la verità) sono molto melodici, e Hammill dimostra di essere un cantante niente male, mostrando al mondo la sua voce potente e i tremolo. Ovviamente se questa tranquillità e felicità fossero rimasti tali, questa non sarebbe stata una canzone dei Van der Graaf Generator, infatti anche qui inizia il casino. A partire da un po' prima dei tre minuti per circa un minuto e mezza il quartetto britannico (forte della chitarra ospite di Robert Fripp, geometrico chitarrista dei King Crimson) mostra ancora, come già in precedenza aveva fatto, di essere capace di incutere terrore nell'ascoltatore, creando atmosfere irrequiete e tetre. La canzone è un susseguirsi di melodie e confusione, come del resto l'album...
Chiudiamo con la lunga ed articolata suite A Plague of Lighthouse Keepers. Grande suite, davvero, all'altezza dell'album. Anche qui si intercalano melodie dolci e suoni atipici, ma ne dubitavate? Si nota subito, già al primo ascolto, le DOTI di Peter Hammill, il cantante. A 10 minuti e 58 secondi inizia una strova dove dice
I don't want to hate,
I just want to grow;
why can't I let me
live and be free?
but I die very slowly alone.
I know more ways,
I am so afraid,
myself won't let me
just be myself
and so I am completely alone
Solo un grandissimo cantante poteva cantare questo pezzo. Quando dice "die very slowly alone" cambia nota con una tale velocità, ma senza perdere l'intonazione (lasciando dunque solo delle minime imprecisioni). La voce inoltre è sempre caratterizzata da quella potenza che anche Johnny Rotten dei Sex Pistols ha ammesso (anzi, lui stesso dice che il suo modo di usare la voce è ispirato a quella di Hammill), e da un tremolo gradibile. La suite ha inoltre tre minuti della solita confusione vandergraaffiana prima di iniziare, a 19 minuti e 10 secondi più o meno, la parte finale del disco, caratterizzata da una melodica docile di pianoforte e la voce di Hammill che di sicuro non rovina l'atmosfera tranquilla. Fa il suo ingresso in seguito anche il basso, poi la chitarra magica di Fripp. Il disco si conclude così, dunque. Una melodia sognante che a causa di un fade out si sente sempre meno. Ma si riesce a sentire, mentre il volume si abbassa PROGressivamente (uhuh) che forse non finisce proprio tranquilla. Si potrebbe pensare che la parte che c'era dopo fosse una di quelle irrequiete, ma come potremmo saperlo? Il disco è finito...
Un aspetto su cui vale la pena soffermarsi a mio parere è il senso allegorico del disco. Io l'ho sempre interpretato così (poi l'interpretazione è personale...). Il disco parla di una persona che non sta bene, e quella persona sei TU, l'ascoltatore, e vengono descritte le tue paure, i tuoi sentimenti (il tutto con delle azzeccatissime metafore) e le tue frustrazioni. La tua situazione non è stabile, a volte sei contento, a volte sei triste, forse è per questo che ai Van der Graaf piace tanto intercalare melodia e caos, e come finisce la storia?
Ha un lieto fine?
Non ha un lieto fine?
Apparentemente il lieto fine ce l'ha, alla fine di A Plague of Lighthouse Keepers, ma sentendo che nel fade out la melodia si trasforma in caos non ne sarei più così sicuro...
Cosa vuol dire questo? È la situazione che peggiora definitivamente? Sta arrivando la morte?
...finale aperto...
...che capolavoro...
Signori, questo non è un disco, è un capolavoro, e questi tali Van der Graaf Generator, con Robert Fripp dei miei amati King Crimson, sono capaci di miracoli.
(se penso che all'inizio mi faceva schifo... ahah!)
Man-Erg