
Quanto ho aspettato questo album *-* Ok non mi perdo in chiacchiere: "Blooddrunk" è il sesto lavoro della melodic death metal band Children Of Bodom, originaria di Espoo (Finlandia),ed è arrivato nei negozi di dischi di tutta Europa il 7 aprile 2008.
A "Blooddrunk" è stato affidato un difficile compito, ovvero quello di essere il degno successore di album come "Follow The Reaper" o "Hate Crew Deathroll". Beh, non ve lo nascondo: in giro per il web ho letto molti commenti non molto entusiasti, anzi, parecchio critici, e la stessa cosa vale per alcune riviste specializzate nell'ambito metal, che pur avendo dato a questo LP un voto discreto non si sono dilungate in elogi eccessivi...Personalmente lo trovo un buon album, non mi ha deluso, devo dire che mi piace.
Dunque, la prima traccia è "Hellhounds On My Trail", il cui inizio ricorda vagamente "Deadnight Warrior" (prima song tratta dal primo album "Something Wild" del 1997), per quanto riguarda le tastiere. Il ritmo delle percussioni è rapido, anche se nel corso dell'esecuzione ci sono dei cambi di ritmo e velocità (altrimenti la traccia sarebbe sempre uguale XD).Intorno ai 2:16 di esecuzione troviamo l'assolo di Mr Janne Warman, eseguito a notevole velocità dal mio punto di vista; mentre,per quanto riguarda l'assolo di chitarra di Alexi Laiho, lo troviamo precedentemente, a circa 2:06, organizzato in modo da incastrarsi con la tastiera che segue.
La seconda song, che è quella che dà il titolo all'album, è "Blooddrunk" appunto. E' aperta da una breve intro di tastiera e da una roca voce "fuori campo", cui segue l'arrivo dei toni più duri delle chitarre e della batteria di Jaska. Canzone, questa, probabilmente più orecchiabile e più semplice da ricordare grazie alla forte presenza occupata dal titolo nel ritornello. Intorno ai 2:02 si fa notare il doppio pedale, seguito da un breve stacco di batteria e da un altro assolo di tastiera,stavolta molto meno dinamico del precedente, e che in questo caso anticipa la chitarra (anche l'assolo di Laiho non contiene passaggi molto complicati).
"Lobodomy" è la terza traccia, l'unica il cui testo non sia stato scritto da Alexi Laiho ma da Kimberly Goss, vocalist dei Sinergy. E' caratterizzata da suoni arrabbiati e graffianti, le chitarre e la batteria la fanno da padrone, quasi occultando la tastiera di Janne, che riesce a conquistarsi un posto solo intorno ai 2:30, ma per poco: la chitarra torna nuovamente a reclamare la sua "supremazia".
La numero 4 è "One Day You Will Cry": inizio ricco di suspance e brevi e incisive note di tastiera, cui seguono tutti gli altri strumenti. Batteria non eccessivamente rapida e piuttosto regolare; voce, come al solito, arrabbiata e abbastanza potente; assolo di chitarra piuttosto rapido, di nuovo seguito dalla tastiera (Janne stavolta esegue un assolo più veloce, giocato sulle scale). A riprese nella canzone troviamo le stessa tastiera dell'inizio.
"Smile Pretty For The Devil", la quinta canzone, dà parecchia importanza al basso, che è lo strumento predominante all'inizio: Henkka esegue note cupe, pizzicando le corde in un modo che decisamente si fa sentire. Più veloci le percussioni; particolare il sound dell'assolo di Janne, non molto veloce. C'è un botta e risposta chitarra-tastiera-chitarra-tastiera.
La sesta traccia è "Tie my Rope", un vecchio singolo della band riarrangiato e riproposto. Particolare è la parte iniziale, in cui domina la tastiera, con sound che definirei "techno", molto gradevole e degno di nota per questo motivo. Stavolta gli assoli procedono di pari passo, chitarra e tastiera lavorano insieme, fino a quando, a circa 3:09 minuti, Laiho si distacca e va per conto suo, cosa che invece non fa Janne.
"Done With Everything, Die For Nothing" è la settima traccia: notevoli cambi di ritmo nella batteria di Jaska fin dall'inizio, breve assolo di Alexi Laiho già a partire dal primo minuto, mentre Janne deve aspettare fino a 2:24 minuti, collaborando anche stavolta con la chitarra.
L'ottava canzone, "Banned From Heaven", è la più lenta: non ci sono scatti di batteria, che mantiene sempre un ritmo non eccessivo, e ovviamente la stessa cosa vale per gli altri strumenti. Perfino gli assoli sono parecchio moderati. Nel complesso è molto piacevole all'ascolto, allo stesso modo di come poteva esserlo "Angels Don't Kill" (da "Hate Crew Deathroll", 2003).
"Banned From Heaven" si conclude con una nota lasciata in sospeso, che lascia il tempo all'ascoltatore di riprendersi, per poi partire con la numero 9, "Roadkill Morning": veloce, chitarre e percussioni predominanti fin dai primissimi secondi, la tastiera ha un ruolo più marginale tranne che nell'assolo, che inizia non in modo eccessivamente rapido, per poi culminare in una parte molto più tecnica.
L'ultima traccia, "Ghostriders In The Sky", è la più particolare e "diversa": troviamo addirittura dei cori, ed è molto più cantata rispetto alle altre. E' comunque parecchio veloce,nonostante ciò. Intorno ai 2:30, dopo l'assolo di tastiera, la batteria esegue un pezzo che può ricordare una marcia, seppur accellerata. La canzone termina con una nota cantata, degna di un musical, seguita da voci sommesse,che probabilmente appartengono ai componenti stessi.
Per quanto riguarda i testi, beh sono molto vari: si passa dal macabro di "Blooddrunk" ("Ubriaco di sangue") alla profondità spirituale di "Banned From Heaven" ("Bandito dal Paradiso"), dalla simpatica "Tie My Rope" ("Annoda la mia corda") a "Lobodomy", parola composta (almeno una canzone in ogni album dei CoB contiene una traccia in cui c'è la parola "Bodom").
Vi consiglio l'ascolto di "Blooddrunk", "One Day You Will Cry", "Done With Everything, Die For Nothing", "Roadkill Morning" e "Banned From Heaven" in particolare; qui di seguito posto "Tie My Rope":